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Diagnostica

L’istituto svolge analisi microscopiche, chimiche, fisiche, mineralogiche, petrografiche e indagini fisiche non invasive di pitture su tela e su tavola, affreschi e dipinti murali, sculture lignee, cotto, ceramiche e statuaria fittile,materiale cartaceo e tessile, metalli antichi e moderni, pietre naturali, calcestruzzi antichi e moderni, intonaci e finiture architettoniche nonché indagini estese agli interi organismi architettonici.

Si offre un servizio di consulenza completo che partendo dalla problematica che si vuole analizzare definisce le indagini necessarie di supporto allo studio e fornisce una relazione tecnico-scientifica esaustiva dei risultati e delle conclusioni su ciò che si è indagato al fine conoscitivo e di indirizzo per i successivi interventi di restauro e conservazione. Inoltre, quando richiesto, si svolgono singole analisi mirate.

I nostri documenti hanno sempre una premessa storico-artistica, frutto di una ricerca diretta a definire tutte le vicende che hanno indotto l’esecuzione dell’opera al fine di ipotizzarne il periodo storico e la probabile provenienza, con l’ausilio dell’aspetto scientifico.

 

Elenco delle analisi e delle indagini:

  1. campionamento
  2. preparazione sezione lucida stratigrafica
  3. preparazione sezione sottile
  4. test microchimici e istochimici
  5. indagini ottiche in stereomicroscopia
  6. indagini ottiche(microscopia in luce bianca riflessa, trasmessa e luce UV)
  7. microscopia elettronica a scansione (SEM)
  8. microscopia elettronica a scansione corredata di microsonda EDS (SEM-EDS)
  9. misura della conducibilità
  10. analisi qualitativa/semiquantitativa dei singoli ioni
  11. spettrofotometria UV-vis (UV-vis)
  12. spettrofotometria in trasformata di Fourier (FTIR)
  13. spettroscopia di assorbimento atomico (AAS)
  14. spettrofotometria micro Raman
  15. perdita al fuoco (PaF)
  16. misura ponderale dell’umidità
  17. test di riscaldamento
  18. test di solubilità
  19. analisi porosi metrica
  20. analisi granulometrica
  21. diffrazione di raggi X (XRD)
  22. determinazione gas-volumetrica della CO2
  23. stima dell’indice di idraulicità
  24. analisi chimica per via gravimetrica
  25. analisi chimica per titolazione
  26. gas cromatografia (GC)
  27. cromatografia su strato sottile (TLC)
  28. cromatografia ionica (CI)
  29. termo gravimetria (DTG)
  30. analisi termica differenziale (DTA)
  31. assorbimento d’acqua per immersione totale, capacità di imbibizione
  32. assorbimento d’acqua per capillarità, coefficiente di assorbimento capillare
  33. permeabilità al vapor d’acqua
  34. assorbimento d’acqua a bassa pressione
  35. misura dell’indice di asciugamento
  36. misura dell’angolo di contatto
  37. misure colorimetriche
  38. fotografia di documentazione
  39. macrofotografia
  40. microfotografia
  41. fotografia in luce radente
  42. fotografia in transilluminazione
  43. indagini in fluorescenza UV
  44. riflettografia IR
  45. radiografia
  46. restauro virtuale

Elenco delle spieqazioni delle analisi e delle indagini:

  1. campionamento
  2. campionamento effettuato dall'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC campionamento effettuato dall'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  3. preparazione sezione lucida stratigrafica
  4. Tecnica di preparazione del campione che, in forma di scaglia o frammento viene immerso in una resina trasparente, poliestere o epossidica. La resina viene lasciata indurire a freddo e il blocco così ottenuto viene tagliato o levigato perpendicolarmente alla superficie del campione, fino a far emergere parte dello stesso. La superficie risultante viene lucidata con carte o paste abrasive. Il campione così preparato viene osservato al microscopio ottico in luce riflessa ed eventualmente indagato con le tecniche analitiche associate.

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  5. preparazione sezione sottile
  6. Tecnica di preparazione in cui un frammento del campione in esame viene ridotto meccanicamente , per taglio o abrasione, ad una lamina con spessore di circa 0,03 mm. La sezione così preparata, opportunamente montata su vetrino, può venire osservata al microscopio in luce trasmessa ed eventualmente sottoposta a colorazioni istochimiche e microchimiche.

    sezione sottile dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC sezione sottile dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC sezione sottile dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  7. test microchimici e istochimici
  8. Determinazione qualitativa di specie chimiche presenti nel campione tal quale o nella stessa sezione stratigrafica. Sono indagini distruttive e possono essere mirate sia ai componenti organici (oli, proteine, polisaccaridi, resine, cere, ecc.) sia ai componenti inorganici (prodotti di corrosione, sali, pigmenti, inquinanti, ecc.) presenti nel campione in esame.

    test istochimici con fucsina dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC test istochimici con fucsina dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  9. indagini ottiche in stereomicroscopia
  10. Tecnica di osservazione che consente la visione stereoscopica tridimensionale dell’oggetto ad ingrandimento limitato, fino a circa 80 volte. Permette l’osservazione e la descrizione preliminare delle caratteristiche morfologiche del campione. La tecnica è abbinata alla ripresa fotografica.

    laboratorio di chimica dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC laboratorio di chimica dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  11. indagini ottiche(microscopia in luce bianca riflessa, trasmessa e luce UV)
  12. Tecnica d’indagine di tipo morfologico e qualitativo che permette la visione ingrandita fino a 500 volte del campione o della sezione in esame. Si parla di microscopia in luce trasmessa quando la luce attraversa il campione, che deve necessariamente essere molto sottile; si parla invece di microscopia in luce riflessa quando la radiazione colpisce la superficie del campione e viene da essa riflessa. Il campione può essere osservato anche in luce ultravioletta; in questo caso l’indagine fornisce importanti informazioni sulla presenza di materiale organico o fluorescente nel campione. La tecnica è abbinata alla ripresa fotografica. E' possibile associare a questa indagine la misura degli strati.

    laboratorio di chimica dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC laboratorio di chimica dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC laboratorio di chimica dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  13. microscopia elettronica a scansione (SEM)
  14. Analisi applicata generalmente ai materiali di natura inorganica, particolarmente utile per lo studio di materiali compositi a struttura complessa. Il campione o la sezione lucida stratigrafica vengono posti all’interno della camera da vuoto dello strumento. Il fascio di elettroni (primari) colpisce l’oggetto e questo emette tre tipi di segnale diversi che vengono raccolti e visualizzati da un tubo catodico, fotografati e digitalizzati. Gli elettroni secondari emessi dal campione ne forniscono l’immagine tridimensionale e quindi la struttura morfologica; gli elettroni retro diffusi evidenziano la distribuzione degli elementi a diverso peso atomico; infine i raggi X, emessi per fluorescenza, permettono l’analisi qualitativa e semiquantitativa degli elementi presenti nei diversi punti del campione.

    immagine al microscopio elettronico a scansione dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC immagine al microscopio elettronico a scansione  dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC immagine al microscopio elettronico a scansione  dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  15. microscopia elettronica a scansione corredata di microsonda EDS (SEM-EDS)
  16.  

    immagine al microscopio elettronico a scansione con microsonda EDS dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC immagine al microscopio elettronico a scansione con microsonda EDS dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  17. misura della conducibilità
  18.  

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  19. analisi qualitativa/semiquantitativa dei singoli ioni
  20.  

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  21. spettrofotometria UV-vis (UV-vis)
  22. Questo metodo permette l’analisi quantitativa di sostanze che assorbono nel campo del visibile e dell’ultravioletto. La soluzione, di norma acquosa, del campione d’analisi viene attraversato da un fascio di luce monocromatica. L’assorbimento della radiazione da parte della soluzione è direttamente proporzionale alla concentrazione dell’analita ricercato.

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  23. spettrofotometria in trasformata di Fourier (FTIR)
  24. Metodo spettrofotometrico permette di individuare gruppi funzionali che caratterizzano sia i composti organici sia quelli inorganici. Per l’analisi si misura l’energia residua dopo il passaggio di un radiazione attraverso il campione in esame. La differenza di energia è relativa alla capacità di assorbimento del campione e in particolare, per l’infrarosso, dei gruppi funzionali presenti. In questo modo, a seconda della parte di spettro assorbita si può identificare il tipo di gruppo presente.

    spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  25. spettroscopia di assorbimento atomico (AAS)
  26. Tecnica analitica che permette la determinazione quantitativa di alcuni elementi, generalmente metallici, presenti anche in traccia nei costituenti naturali di materiali lapidei, ceramici, vitrei, metallici; nei sali; nei pigmenti, negli intonaci, nonché nei loro prodotti di trasformazione.

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  27. spettrofotometria micro Raman
  28. la spettroscopia Raman consente di indagare un campione a livello micrometrico, fornendo lo spettro caratteristico delle specie chimiche presenti. Nell’analisi di pigmenti, permette di distinguere pigmenti dello stesso colore ma di natura diversi.

     Spettoscopia Raman dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC  Spettoscopia Raman dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  29. perdita al fuoco (PaF)
  30.  

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  31. misura ponderale dell’umidità
  32.  

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  33. test di riscaldamento
  34. L’osservazione delle trasformazioni che avvengono alle diverse temperature di trattamento permette di identificare la presenza di alcuni componenti quali ad esempio cere, resine, ecc..

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  35. test di solubilità
  36. L’osservazione del comportamento del campione sottoposto al trattamento permette di trarre informazioni sulla sua natura chimica.

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  37. analisi porosimetrica
  38. Metodo di analisi utile per la caratterizzazione del materiale lapideo, per la valutazione quantitativa della degradazione

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  39. analisi granulometrica
  40.  

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  41. diffrazione di raggi X (XRD)
  42. Analisi mineralogica di tipo qualitativo e semiquantitativo. I cristalli presenti nel campione, colpiti da radiazione X, diffrangono la radiazione stessa secondo un angolo che è correlato con la distanza reticolare del cristallo. L’analisi del tracciato in cui sono individuati i picchi relativi agli angoli di diffrazione ottenuti permette di identificare i minerali presenti e di valutarne la quantità relativa.

     Spettro di diffrazione ai raggi X (XRD) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  43. determinazione gas-volumetrica della CO2
  44.  


  45. stima dell’indice di idraulicità
  46.  


  47. analisi chimica per via gravimetrica
  48.  


  49. analisi chimica per titolazione
  50.  


  51. gas cromatografia (GC)
  52. Tecnica di separazione cromatografica particolarmente indicata per la determinazione qualitativa e quantitativa di materiali organici quali oli, cere, resine, proteine, polisaccaridi, coloranti estratti dal campione d’analisi. L’estratto liquido del campione viene iniettato in una colonna capillare posta all’interno di un fornetto riscaldato ad opportuna temperatura. Le singole frazioni costituenti l’estratto migrano lungo la colonna, sotto il flusso dell’eluente gassoso, con velocità differenti e tipiche di ciascun composto presente. A questa tecnica si possono associare sistemi rivelatori differenti, ad esempio la pirolisi (PY-GC), la spettrometria di massa (GC-MS) o la spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier (GC-FTIR)

     Cromatografia dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  53. cromatografia su strato sottile (TLC)
  54. Permette l’analisi qualitativa e quantitativa di sostanze organiche, quali oli, proteine o cere presenti nell’estratto del campione. L’estratto del campione viene posto su strato sottile e successivamente fluito selettivamente con particolari miscele di solventi. L’analisi fornisce una serie di “macchie” corrispondenti ai diversi componenti presenti nella miscela poste ad altezze diverse rispetto al punto di origine (analisi qualitativa). L’impiego di particolari sostanze coloranti, al termine della fase di separazione cromatografica, e lo sviluppo di macchie più o meno intensamente colorate permette l’analisi quantitativa delle sostanze separate.

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  55. cromatografia ionica (CI)
  56. Permette l’analisi delle sostanze inorganiche, come i sali solubili, e di alcune sostanze organiche quali proteine e zuccheri. L’estratto acquoso del campione viene introdotto in un sistema costituito da una fase fissa liquida e da un eluente anch’esso liquido. Le sostanze si separano in base alle loro caratteristiche ioniche.

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  57. termogravimetria (DTG)
  58. La termo gravimetria misura le variazioni di massi di un campione all’aumentare della sua temperatura e fornisce una determinazione quali e quantitativa di numerosi minerali presenti in substrati organici e identifica alcuni pigmenti inorganici (biacca, azzurrite, ecc…).

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  59. analisi termica differenziale (DTA)
  60. L’analisi termica differenziale misura la differenza fra la temperatura di un analita e quella di uno standard di riferimento quando entrambi vengono sottoposti a riscaldamento. Fornisce una determinazione quali e quantitativa di numerosi minerali presenti in substrati organici e identifica alcuni pigmenti inorganici e consente di identificare un gran numero di materiali organici (leganti e vernici) presenti in un frammento di pellicola pittorica. Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi, editore Il Prato.


  61. assorbimento d’acqua per immersione totale, capacità di imbibizione
  62.  


  63. assorbimento d’acqua per capillarità, coefficiente di assorbimento capillare
  64.  


  65. permeabilità al vapor d’acqua
  66.  


  67. assorbimento d’acqua a bassa pressione
  68.  


  69. misura dell’indice di asciugamento
  70.  


  71. misura dell’angolo di contatto
  72.  


  73. misure colorimetriche
  74.  


  75. fotografia di documentazione
  76.  


  77. macrofotografia
  78.  


  79. microfotografia
  80.  


  81. fotografia in luce radente
  82. Lo scopo dell’osservazione in luce radente è quello di ottenere informazioni sulla tecnica d’esecuzione dell’opera e sul suo stato di conservazione. Sui dipinti su tavola e su tela è possibile individuare: lo stato di tensione di un supporto in tela, la deformazione della tela, l’impronta del telaio, rigonfiamenti, lacerazioni, strappi, cuciture o integrazioni della tela, l’andamento della tavola o delle singole assi, la presenza di elementi per l’assemblaggio, il taglio delle assi, la presenza di inserti, i sollevamenti, le cadute e le integrazioni del colore. Su pitture murali è possibile individuare: le stesure degli strati di intonaco e la loro finitura, le “giornate” e la loro sequenza, le incisioni dirette e indirette per il riporto del disegno o per le costruzioni architettoniche, l’andamento delle stesure a corpo ed i sollevamenti e le cadute di pellicola pittorica. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.

     Spettro di diffrazione ai raggi X (XRD) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  83. fotografia in transilluminazione
  84. La transilluminazione fornisce principalmente informazioni sullo stato di conservazione del supporto (strappi, lacerazioni, microlesioni trasversali, ecc.), ma anche sullo spessore deli strati preparatori e pittorici e sulla loro omogeneità di stesura. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.

     Transilluminazione dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC  Transilluminazione dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  85. indagini in fluorescenza UV
  86. L’osservazione della fluorescenza ultravioletta può differenziare e/o evidenziare la presenza di materiali che non risultano chiaramente distinguibili in luce visibile, permettendo talvolta l’identificazione delle diverse sostanze o comunque segnalandone addensamenti in strati o situazioni non omogenee altrimenti non individuabili. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.

     Fluorescenza ultravioletto (UV) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC  Fluorescenza ultravioletto (UV) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  87. riflettografia IR
  88. Le indagini mediante uso di radiazione IR possono evidenziare la natura di certe sostanze e di pigmenti, i pentimenti e/o i ritocchi (sia in fase di disegno che di stesura pittorica), la presenza del disegno preparatorio, stesure sottostanti al film pittorico usate come basi cromatiche, i restauri subiti nel passato e la presenza di firme o altri segni particolari non più visibili a “occhio nudo”.Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.

    Infrarosso (IR) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC Infrarosso (IR) dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  89. radiografia
  90. Una corretta lettura dell’immagine radiografica fornisce informazioni sulla tecnica di esecuzione dell’opera, sullo stato di conservazione dei suoi materiali costitutivi e sugli interventi di restauro precedenti. Su tavole dipinte è possibile ottenere informazioni riguardanti: l’identificazione della specie legnosa e gli eventuali difetti, il numero delle assi e il tipo di taglio,la disposizione delle assi ed il tipo di raccordo, gli elementi strutturali e decorativi ed i metodi di ancoraggio tra le varie parti, la presenza di materiali ammortizzanti , gli strati preparatori, gli attacchi di insetti xilofagi, i cedimenti e le rotture della struttura portante e decorativa, l’identificazione del corpo originale dell’opera e le successive parti aggiunte. Sui dipinti su tela è possibile ricavare informazioni riguardanti: l’identificazione delle caratteristiche della tela originale, lo stato di conservazione della tela originale, l’identificazione del corpo originale rispetto a successive parti aggiunte e informazioni sugli strati preparatori. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.

     Radiografia dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC  Radiografia dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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  91. restauro virtuale
  92. Il restauro virtuale ricostruisce l'unità estetica dell'opera. Lo scopo è di ricostruire le parti mancanti prima di intervenire sul dipinto, dando la possibilità a chi attua il restauro di seguire un modello.

     Restauro virtuale dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC  Restauro virtuale dell'Istituto Diagnostica e sperimentazione per il Restauro dei BC

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