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L’istituto svolge analisi microscopiche, chimiche, fisiche, mineralogiche, petrografiche e indagini fisiche non invasive di pitture su tela e su tavola, affreschi e dipinti murali, sculture lignee, cotto, ceramiche e statuaria fittile,materiale cartaceo e tessile, metalli antichi e moderni, pietre naturali, calcestruzzi antichi e moderni, intonaci e finiture architettoniche nonché indagini estese agli interi organismi architettonici. Si offre un servizio di consulenza completo che partendo dalla problematica che si vuole analizzare definisce le indagini necessarie di supporto allo studio e fornisce una relazione tecnico-scientifica esaustiva dei risultati e delle conclusioni su ciò che si è indagato al fine conoscitivo e di indirizzo per i successivi interventi di restauro e conservazione. Inoltre, quando richiesto, si svolgono singole analisi mirate. I nostri documenti hanno sempre una premessa storico-artistica, frutto di una ricerca diretta a definire tutte le vicende che hanno indotto l’esecuzione dell’opera al fine di ipotizzarne il periodo storico e la probabile provenienza, con l’ausilio dell’aspetto scientifico.
Elenco delle analisi e delle indagini:
Elenco delle spieqazioni delle analisi e delle indagini:
Tecnica di preparazione del campione che, in forma di scaglia o frammento viene immerso in una resina trasparente, poliestere o epossidica. La resina viene lasciata indurire a freddo e il blocco così ottenuto viene tagliato o levigato perpendicolarmente alla superficie del campione, fino a far emergere parte dello stesso. La superficie risultante viene lucidata con carte o paste abrasive. Il campione così preparato viene osservato al microscopio ottico in luce riflessa ed eventualmente indagato con le tecniche analitiche associate. Tecnica di preparazione in cui un frammento del campione in esame viene ridotto meccanicamente , per taglio o abrasione, ad una lamina con spessore di circa 0,03 mm. La sezione così preparata, opportunamente montata su vetrino, può venire osservata al microscopio in luce trasmessa ed eventualmente sottoposta a colorazioni istochimiche e microchimiche.
Determinazione qualitativa di specie chimiche presenti nel campione tal quale o nella stessa sezione stratigrafica. Sono indagini distruttive e possono essere mirate sia ai componenti organici (oli, proteine, polisaccaridi, resine, cere, ecc.) sia ai componenti inorganici (prodotti di corrosione, sali, pigmenti, inquinanti, ecc.) presenti nel campione in esame.
Tecnica di osservazione che consente la visione stereoscopica tridimensionale dell’oggetto ad ingrandimento limitato, fino a circa 80 volte. Permette l’osservazione e la descrizione preliminare delle caratteristiche morfologiche del campione. La tecnica è abbinata alla ripresa fotografica.
Tecnica d’indagine di tipo morfologico e qualitativo che permette la visione ingrandita fino a 500 volte del campione o della sezione in esame. Si parla di microscopia in luce trasmessa quando la luce attraversa il campione, che deve necessariamente essere molto sottile; si parla invece di microscopia in luce riflessa quando la radiazione colpisce la superficie del campione e viene da essa riflessa. Il campione può essere osservato anche in luce ultravioletta; in questo caso l’indagine fornisce importanti informazioni sulla presenza di materiale organico o fluorescente nel campione. La tecnica è abbinata alla ripresa fotografica. E' possibile associare a questa indagine la misura degli strati.
Analisi applicata generalmente ai materiali di natura inorganica, particolarmente utile per lo studio di materiali compositi a struttura complessa. Il campione o la sezione lucida stratigrafica vengono posti all’interno della camera da vuoto dello strumento. Il fascio di elettroni (primari) colpisce l’oggetto e questo emette tre tipi di segnale diversi che vengono raccolti e visualizzati da un tubo catodico, fotografati e digitalizzati. Gli elettroni secondari emessi dal campione ne forniscono l’immagine tridimensionale e quindi la struttura morfologica; gli elettroni retro diffusi evidenziano la distribuzione degli elementi a diverso peso atomico; infine i raggi X, emessi per fluorescenza, permettono l’analisi qualitativa e semiquantitativa degli elementi presenti nei diversi punti del campione.
Questo metodo permette l’analisi quantitativa di sostanze che assorbono nel campo del visibile e dell’ultravioletto. La soluzione, di norma acquosa, del campione d’analisi viene attraversato da un fascio di luce monocromatica. L’assorbimento della radiazione da parte della soluzione è direttamente proporzionale alla concentrazione dell’analita ricercato. Metodo spettrofotometrico permette di individuare gruppi funzionali che caratterizzano sia i composti organici sia quelli inorganici. Per l’analisi si misura l’energia residua dopo il passaggio di un radiazione attraverso il campione in esame. La differenza di energia è relativa alla capacità di assorbimento del campione e in particolare, per l’infrarosso, dei gruppi funzionali presenti. In questo modo, a seconda della parte di spettro assorbita si può identificare il tipo di gruppo presente.
Tecnica analitica che permette la determinazione quantitativa di alcuni elementi, generalmente metallici, presenti anche in traccia nei costituenti naturali di materiali lapidei, ceramici, vitrei, metallici; nei sali; nei pigmenti, negli intonaci, nonché nei loro prodotti di trasformazione. la spettroscopia Raman consente di indagare un campione a livello micrometrico, fornendo lo spettro caratteristico delle specie chimiche presenti. Nell’analisi di pigmenti, permette di distinguere pigmenti dello stesso colore ma di natura diversi.
L’osservazione delle trasformazioni che avvengono alle diverse temperature di trattamento permette di identificare la presenza di alcuni componenti quali ad esempio cere, resine, ecc.. L’osservazione del comportamento del campione sottoposto al trattamento permette di trarre informazioni sulla sua natura chimica. Metodo di analisi utile per la caratterizzazione del materiale lapideo, per la valutazione quantitativa della degradazione
Analisi mineralogica di tipo qualitativo e semiquantitativo. I cristalli presenti nel campione, colpiti da radiazione X, diffrangono la radiazione stessa secondo un angolo che è correlato con la distanza reticolare del cristallo. L’analisi del tracciato in cui sono individuati i picchi relativi agli angoli di diffrazione ottenuti permette di identificare i minerali presenti e di valutarne la quantità relativa.
Tecnica di separazione cromatografica particolarmente indicata per la determinazione qualitativa e quantitativa di materiali organici quali oli, cere, resine, proteine, polisaccaridi, coloranti estratti dal campione d’analisi. L’estratto liquido del campione viene iniettato in una colonna capillare posta all’interno di un fornetto riscaldato ad opportuna temperatura. Le singole frazioni costituenti l’estratto migrano lungo la colonna, sotto il flusso dell’eluente gassoso, con velocità differenti e tipiche di ciascun composto presente. A questa tecnica si possono associare sistemi rivelatori differenti, ad esempio la pirolisi (PY-GC), la spettrometria di massa (GC-MS) o la spettrofotometria infrarossa in trasformata di Fourier (GC-FTIR)
Permette l’analisi qualitativa e quantitativa di sostanze organiche, quali oli, proteine o cere presenti nell’estratto del campione. L’estratto del campione viene posto su strato sottile e successivamente fluito selettivamente con particolari miscele di solventi. L’analisi fornisce una serie di “macchie” corrispondenti ai diversi componenti presenti nella miscela poste ad altezze diverse rispetto al punto di origine (analisi qualitativa). L’impiego di particolari sostanze coloranti, al termine della fase di separazione cromatografica, e lo sviluppo di macchie più o meno intensamente colorate permette l’analisi quantitativa delle sostanze separate. Permette l’analisi delle sostanze inorganiche, come i sali solubili, e di alcune sostanze organiche quali proteine e zuccheri. L’estratto acquoso del campione viene introdotto in un sistema costituito da una fase fissa liquida e da un eluente anch’esso liquido. Le sostanze si separano in base alle loro caratteristiche ioniche. La termo gravimetria misura le variazioni di massi di un campione all’aumentare della sua temperatura e fornisce una determinazione quali e quantitativa di numerosi minerali presenti in substrati organici e identifica alcuni pigmenti inorganici (biacca, azzurrite, ecc…). L’analisi termica differenziale misura la differenza fra la temperatura di un analita e quella di uno standard di riferimento quando entrambi vengono sottoposti a riscaldamento. Fornisce una determinazione quali e quantitativa di numerosi minerali presenti in substrati organici e identifica alcuni pigmenti inorganici e consente di identificare un gran numero di materiali organici (leganti e vernici) presenti in un frammento di pellicola pittorica. Le analisi di laboratorio applicate ai beni artistici policromi, editore Il Prato.
Lo scopo dell’osservazione in luce radente è quello di ottenere informazioni sulla tecnica d’esecuzione dell’opera e sul suo stato di conservazione. Sui dipinti su tavola e su tela è possibile individuare: lo stato di tensione di un supporto in tela, la deformazione della tela, l’impronta del telaio, rigonfiamenti, lacerazioni, strappi, cuciture o integrazioni della tela, l’andamento della tavola o delle singole assi, la presenza di elementi per l’assemblaggio, il taglio delle assi, la presenza di inserti, i sollevamenti, le cadute e le integrazioni del colore. Su pitture murali è possibile individuare: le stesure degli strati di intonaco e la loro finitura, le “giornate” e la loro sequenza, le incisioni dirette e indirette per il riporto del disegno o per le costruzioni architettoniche, l’andamento delle stesure a corpo ed i sollevamenti e le cadute di pellicola pittorica. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.
La transilluminazione fornisce principalmente informazioni sullo stato di conservazione del supporto (strappi, lacerazioni, microlesioni trasversali, ecc.), ma anche sullo spessore deli strati preparatori e pittorici e sulla loro omogeneità di stesura. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.
L’osservazione della fluorescenza ultravioletta può differenziare e/o evidenziare la presenza di materiali che non risultano chiaramente distinguibili in luce visibile, permettendo talvolta l’identificazione delle diverse sostanze o comunque segnalandone addensamenti in strati o situazioni non omogenee altrimenti non individuabili. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.
Le indagini mediante uso di radiazione IR possono evidenziare la natura di certe sostanze e di pigmenti, i pentimenti e/o i ritocchi (sia in fase di disegno che di stesura pittorica), la presenza del disegno preparatorio, stesure sottostanti al film pittorico usate come basi cromatiche, i restauri subiti nel passato e la presenza di firme o altri segni particolari non più visibili a “occhio nudo”.Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.
Una corretta lettura dell’immagine radiografica fornisce informazioni sulla tecnica di esecuzione dell’opera, sullo stato di conservazione dei suoi materiali costitutivi e sugli interventi di restauro precedenti. Su tavole dipinte è possibile ottenere informazioni riguardanti: l’identificazione della specie legnosa e gli eventuali difetti, il numero delle assi e il tipo di taglio,la disposizione delle assi ed il tipo di raccordo, gli elementi strutturali e decorativi ed i metodi di ancoraggio tra le varie parti, la presenza di materiali ammortizzanti , gli strati preparatori, gli attacchi di insetti xilofagi, i cedimenti e le rotture della struttura portante e decorativa, l’identificazione del corpo originale dell’opera e le successive parti aggiunte. Sui dipinti su tela è possibile ricavare informazioni riguardanti: l’identificazione delle caratteristiche della tela originale, lo stato di conservazione della tela originale, l’identificazione del corpo originale rispetto a successive parti aggiunte e informazioni sugli strati preparatori. Metodi di documentazione e indagini non invasive sui dipinti,editore Il Prato.
Il restauro virtuale ricostruisce l'unità estetica dell'opera. Lo scopo è di ricostruire le parti mancanti prima di intervenire sul dipinto, dando la possibilità a chi attua il restauro di seguire un modello.
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